Attinkité APS Associazione di Promozione Sociale

Campagne

PERCHE’ REALIZZARE CAMPAGNE DI PRESSIONE O BOICOTTAGGIO?

Attraverso gesti concreti, minimi è possibile incidere sui meccanismi perversi della società e modificarne le regole. Ognuno di noi può essere, nel proprio piccolo, protagonista, attore e non spettatore.

Con le campagne di Boicottaggio (interruzione dell’acquisto di un prodotto) o di Pressione (articoli su giornali e riviste, informazione e diffusione attraverso radio e media in generale, invio cartoline di protesta, mailbombing) è possibile portare avante in maniera decisa e non-violenta azioni organizzate e coordinate con lo scopo di costringere a rivedere o abbandonare abbandonare certi comportamenti.

Il boicottaggio, dunque, consente in qualche modo di creare anche forti reti di comunicazione poiché per citare Naomi Klein:

“Costruire un movimento richiede infinite comunicazioni, come molti nella lotta antiapartheid ricordano bene!”  N.K.

Numerose sono le campagne di pressione e le azioni di boicottaggio cui abbiamo aderito, quella attualmente in corso è la seguente.

Per il bene comune i corrotti restituiscano ciò che hanno rubato!

La corruzione minaccia il prestigio e la credibilità delle istituzioni, inquina e distorce gravemente l’economia, sottrae risorse destinate al bene della comunità, corrode il senso civico e la stessa cultura democratica. Per questo motivo raccoglieremo un milione e mezzo di cartoline da inviare al Presidente Napolitano per chiedergli di intervenire, nelle forme e nei modi che riterrà più opportuni, affinché il governo e il Parlamento ratifichino quanto prima e diano concreta attuazione ai trattati, alle convenzioni internazionali e alle direttive comunitarie in materia di lotta alla corruzione nonché alle norme, introdotte con la legge Finanziaria del 2007, per la confisca e l’uso sociale dei beni sottratti ai corrotti.

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Campagne precedenti cui abbiamo aderito:

Campagna internazionale di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro il governo israeliano

È una forma di pressione nonviolenta contro le violazioni dei diritti umani perpetrate dallo Stato di Israele, la continua politica di apartheid verso la popolazione palestinese, la costruzione di colonie illegali nei territori occupati della Cisgiordania (reale ostacolo a qualsiasi processo di pace) e per l’atteggiamento avverso a tutti i provvedimenti della comunità internazionale contro questi comportamenti: la violazione di tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite al riguardo e delle decisioni della Corte Internazionale di Giustizia contro la costruzione del muro, infine il rigetto delle conclusioni del rapporto Goldstone che ha documentato i crimini di guerra commessi durante l’operazione Piombo Fuso (bombardamento della Striscia di Gaza con 1400 morti nel gennaio 2009).

Alla campagna BDS, organizzata sul modello di quella che piegò il regime sudafricano dell’apartheid, lanciata dalle organizzazioni della società civile palestinese, hanno aderito i sindacati di molti paesi europei, le università inglesi, il governo della Norvegia, le organizzazioni di ebrei israeliani contro l’occupazione, decine di organizzazioni della società civile italiana.

Essa prevede il boicottaggio di molti prodotti: tutti quelli con 729 nel codice a barre sono prodotti provenienti da Israele.

La campagna si concentra in particolare sui prodotti agricoli della ditta Agrexco-Camel, principale esportatore dei prodotti coltivati nelle colonie della Cisgiordania, che avrà a Savona il suo scalo per tutta l’Europa: essi oltre ad essere illegali dal punto di vista internazionale, sottraggono quotidianamente acqua e risorse ai villaggi palestinesi. Inoltre i prodotti agricoli israeliani giungono fino alle nostre tavole mentre quelli palestinesi incontrano la quasi totale impossibilità di esportazione e spesso vengono lasciati marcire, sia perché viene resa difficile la coltivazione e la raccolta (il muro, i check point), sia perché viene impedito alle imprese palestinesi anche di farli giungere agli stessi mercati interni.

Chiediamo a tutti di rinunciare all’acquisto di prodotti israeliani, finché permane la situazione attuale e di darne motivazione quando ce ne sia l’occasione.

Per informazioni sulla campagna: www.forumpalestina.org/boicottaggio.asp
Per informazioni su prodotti locali: Associazione Attinkité, Via Albanese 80 (allo Stretto).
Abbiamo inviato lettera sul Boicottaggio a tutti i supermercati di Modica invitandoli ad aderire soprattutto per pompelmi e avocados che alcuni acquistano da Israele. E sì che sono prodotti anche in Sicilia!

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Ecco le altre campagne cui Attinkité ha aderito, per conoscerle e sapere come sostenerle: